Uilpa Sicilia - Una passione che non finisce


Roma, 15 ottobre 2016 – “Basta prendere in giro i lavoratori pubblici. Nella legge di stabilità le risorse per i rinnovi sono del tutto insufficienti. Daremo battaglia per un contratto vero e innovativo”. Questo il commento di Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa – dopo che il Consiglio dei Ministri ha reso note le poste della legge di stabilità per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.
“Il Governo promette e non mantiene. Aveva parlato dei 300 milioni come di una ‘cifra simbolica’, ora siamo arrivati a una ‘del tutto insufficiente’. E nel frattempo nessun tavolo di confronto e nessun progetto per professionalità, produttività, innovazione
''Non possiamo che ringraziare – conclude Farruggia - anche i vertici territoriali dell’Agenzia delle Entrate per l’esito positivo della vicenda''.
Ad annunciarlo è la Uil Pubblica Amministrazione di Palermo, congiuntamente alle sigle Cgil FP, Cisl FP , FLP e SALFI, protagoniste di una lunga battaglia sindacale intrapresa da oltre un anno per scongiurare il rischio di chiusura della sede territoriale, annunciata dai vertici dell’Agenzia e prevista per il prossimo 24 ottobre.
“Nei giorni scorsi – spiega il segretario generale provinciale della Uil Pubblica Amministrazione Alfonso Farruggia - a causa delle opacità mostrate dalla direzione provinciale e non dipanate dalla direzione regionale, si è dovuti giungere
“Le prime indiscrezioni sullo stanziamento delle risorse necessarie al rinnovo dei contratti lascerebbero intendere che il Governo non intenda elargire poco più di una manciata di euro. Tale circostanza, aggravata dalla tagliola normativa della riforma Brunetta che si abbatterebbe sui salari accessori, rischia di tradursi addirittura in un abbassamento dei trattamenti economici in godimento”. Lo afferma in una nota il Segretario generale della UILPA Nicola Turco commentando: “Uno strano Paese, il nostro, dove anche i costi degli interventi seguono il criterio dell’opportunità e della convenienza politica”.
Prosegue Turco: “Sicuramente con la sentenza della Corte Costituzionale ci hanno espropriato del nostro passato, ora non siamo