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Il confronto che si è aperto tra Governo e parti sociali rappresenta una novità significativa rispetto agli anni passati e fa segnare un ritorno a un dialogo di merito, fondato su contenuti e partecipazione reale. La UIL accoglie positivamente questo cambio di metodo, che deve tradursi in scelte concrete e risultati tangibili nella manovra economica.

Nell’ambito delle misure previste, l’Esecutivo UIL valuta positivamente l’introduzione di due interventi fiscali complementari — la detassazione degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali e la riduzione dell’imposta sui premi di produttività e sul trattamento accessorio — che vanno nella direzione indicata da tempo dalla UIL: sostenere il reddito da lavoro dipendente e valorizzare la contrattazione collettiva come principale leva di politica salariale e sociale.

Pur con alcuni limiti, la misura rappresenta un punto di svolta: il salario non si sostiene con bonus temporanei, ma attraverso la contrattazione e una fiscalità che premi il lavoro dipendente. La UIL chiede, in particolare, che la detassazione degli aumenti contrattuali e del salario accessorio diventi strutturale, per garantire nel tempo un effetto stabile sui salari e accelerare i rinnovi contrattuali. Propone, inoltre, di estendere la misura ai redditi fino a 40.000 euro, così da includere una platea più ampia di lavoratrici e lavoratori.

Rimangono, tuttavia, nodi di criticità — il fisco, l’istruzione, la sanità e la previdenza — che devono essere affrontati con un confronto strutturato e di merito per garantire equità, diritti e coesione sociale. Sul piano fiscale, la UIL ribadisce la necessità di un sistema più progressivo e redistributivo, che riduca la pressione su lavoratori e pensionati, tassi maggiormente le successioni, gli extraprofitti, le rendite e contrasti l’evasione e l’elusione.

La UIL giudica irricevibile la cartolarizzazione fiscale in quanto suscita nei cittadini l’idea che sia inutile pagare le tasse. Come del resto, è sbagliata l’estensione della flat tax per i redditi da lavoro autonomo che crea disparità rispetto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Inoltre, è necessario che ogni beneficio fiscale alle imprese sia vincolato al rispetto dei contratti, delle tutele sociali e della sicurezza sul lavoro.

Sul versante sanitario, la UIL riconosce il segnale politico rappresentato dall’incremento di risorse, ma rivendica la necessità di una programmazione pluriennale che riporti la spesa sanitaria almeno alla media europea, valorizzi il personale e intervenga sulle liste d’attesa e sui tanti cittadini che oggi rinunciano alle cure.

Va, inoltre, superato il vincolo di spesa per le assunzioni, tuttora ancorato ai valori del 2004, accompagnandolo con un piano pluriennale di reclutamento per rafforzare i servizi e migliorare la qualità dell’assistenza. Per quel che attiene al personale del pubblico impiego, è apprezzabile sia l’impegno per gli ulteriori stanziamenti in manovra, nonostante servano più risorse a partire dall’anticipazione di quelle già previste per il 2027, sia l’istituzione di un fondo da 100 mln di euro destinati al rinnovo del CCNL degli Enti Locali.

Sul fronte previdenziale, la UIL considera sbagliate misure che peggiorano la condizione di chi deve andare in pensione e chiede un confronto organico per una riforma strutturale che garantisca flessibilità in uscita, riconoscimento dei lavori usuranti e ripristino dell’Opzione Donna nella sua versione originale. È, inoltre, indispensabile sia introdurre una Pensione di Garanzia per i giovani, per dare prospettive a chi vive carriere frammentate, precarie e con salari bassi, sia riconoscere pienamente i periodi di maternità e cura familiare come parte integrante della vita contributiva.

La UIL rileva alcuni elementi positivi in tema di pari opportunità, ma sollecita un confronto strutturato per ridurre i divari di genere e sostenere la genitorialità. Gli incentivi alle assunzioni, pur utili, devono essere strutturali, legati a clausole sociali e orientati ad aumentare realmente l’occupazione, soprattutto femminile e giovanile. In materia di politiche abitative, la UIL ritiene insufficienti le misure previste e chiede il ripristino del fondo per il sostegno agli affitti, un piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica e interventi di housing sociale per lavoratori, studenti e famiglie. E sempre in ambito sociale la UIL chiede attenzione al tema della non autosufficienza e disabilità.

Destano forte preoccupazione la revisione e la rimodulazione del PNRR con l’utilizzo di 6,1 miliardi di euro per finanziare la manovra: un’operazione che rischia di ridurre gli investimenti per lo sviluppo e di indebolire la dimensione sociale del Paese. Su queste osservazioni, che riguardano la bozza di Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri, considerato che l’iter parlamentare potrà modificarne i contenuti, la UIL ritiene fondamentale avviare fin da subito una discussione che coinvolga tutte le strutture regionali confederali e le categorie.

Le Unioni regionali e le categorie sono chiamate a convocare i propri organismi per informare, condividere le valutazioni e rafforzare la partecipazione di dirigenti, delegate e delegati sul territorio, per sostenere le richieste di cambiamento della manovra proposte dalla Confederazione nazionale, dai territori e dalle categorie stesse.

L’Esecutivo UIL, alla luce delle prossime interlocuzioni con il Governo e con i gruppi parlamentari, dà mandato alla Segreteria nazionale di programmare e prevedere anche momenti di mobilitazione nazionale.

22 ottobre 2025