da uilpa.it

Appalti e conflitto collettivo: tendenze e prospettive” è una ricerca appena pubblicata dalla Commissione di Garanzia per l’attuazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali.  La ricerca passa in rassegna le criticità in termini di conflittualità e di “gravi problematiche sociali” che derivano dal ricorso all’appalto e al subappalto nei servizi pubblici ad alta intensità di lavoro: dumping salariale, ritardi nei pagamenti e scarsa tutela dei diritti dei lavoratori sono tra i problemi più gravi e diffusi.

La progressiva dismissione del pubblico a favore dei privati è stata una delle cause principali del peggioramento delle condizioni sociali di fasce sempre più larghe di lavoratori. Le cause di tale peggioramento si possono ricavare dalle parole della Commissione e sono presto dette: politiche di riduzione della spesa pubblica, aggiudicazione dei servizi in base all’offerta economica più vantaggiosa, esternalizzazioni, liberalizzazioni, modelli organizzativi ad alta intensità di sfruttamento del lavoro.

Da parte nostra aggiungiamo: la cessione ai privati dei servizi pubblici di competenza della pubblica amministrazione è in larga misura all’origine del dumping salariale e contrattuale che abbassa il livello delle condizioni di lavoro, diffonde povertà e precarietà, alimenta fenomeni di concorrenza al ribasso fra lavoratori e scatena il conflitto sociale.    

Si è arrivati a questa situazione anche perché oggi in Italia oggi esistono più di 900 contratti collettivi di lavoro distribuiti nei vari settori produttivi, molti dei quali sottoscritti da soggetti datoriali e sindacali sconosciuti o di cui nessuno conosce la reale rappresentatività. Almeno la metà riguardano il terziario: servizi, trasporti, sanità, istruzione e così via.  Tutti settori dove operano maggiormente le imprese appaltanti e subappaltanti dei servizi pubblici.

Anche le istituzioni, o qualche spezzone di esse, si stanno finalmente rendendo conto che l’abbattimento dei costi dei servizi pubblici attraverso le esternalizzazioni alla fin fine si riduce alla riduzione di salari e stipendi con conseguenze quali la diffusione del precariato, la povertà lavorativa, il dumping.  La ricerca della Commissione associa questi effetti alle interruzioni dei servizi pubblici a causa degli scioperi e delle azioni di lotta proclamate da lavoratori sempre più esasperati.

Alla vigilia del previsto diluvio di grandi e piccole opere collegate ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza occorre affrontare seriamente il circolo vizioso tra dumping e conflittualità se davvero si vuole il rilanciare l’economia del Paese. Un tema ci pare ineludibile: adeguare salari e stipendi degli appaltanti a quelli degli appaltatori. Su questo fronte il sindacato farà sentire forte e chiara la propria voce.

Sandro Colombi, Segretario generale della Uilpa

Roma, 1° giugno 2021