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Organici non adeguati ai compiti istituzionali, carenza crescente di personale , obiettivi di produzione stringenti, blocco del turn over e conseguente innalzamento dei carichi di lavoro: questi gli argomenti che hanno animato l’assemblea dei lavoratori dell’INAIL indetta dalle sigle Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa e Confintesa tenutasi a Palermo presso la sede della Direzione regionale dell’Ente, in viale del Fante.

da quotidianosociale.it

Un momento di confronto aperto a tutti i dipendenti che fa seguito alle numerose lamentele del personale raccolte dai sindacati che sollecitano il superamento dell’attuale ordinamento professionale, il miglioramento delle relazioni sindacali e i rinnovi contrattuali : richieste che, congiuntamente al raggiungimento del benessere organizzativo, sono direttamente collegate alla qualità dei servizi offerti quotidianamente all’utenza.

Su quest’ultimo punto, nello specifico, i sindacati puntano il dito contro la scarsità di linee guida operative chiare, l’ assenza di tempestività negli aggiornamenti normativi e la mancata innovazione tecnologica che aggraverebbero, a detta delle organizzazioni dei lavoratori, la sensazione di incertezza e solitudine che da tempo ormai il personale denuncia.

Altro punto in cima all’agenda dei sindacati – rappresentati in assemblea da Gaetano Agliozzo e Caterina Tusa, rispettivamente segretario generale e responsabile del Dipartimento regionale Funzioni centrali della Fp Cgil Sicilia, Giuseppe Barone responsabile del Dipartimento contrattuale Funzioni centrali della Cisl Fp Palermo Trapani , Alfonso Farruggia segretario generale della UilPa  Sicilia , Anna Scialabba responsabile regionale Confintesa Inail e dai coordinatori nazionali INAIL Domenico Di Cristo (UilPa) , Marco Molinari (Cisl), Alessio Mercanti (Cgil) e Francesco Savarese (Confintesa) – l’annoso problema dei mansionismo e la mancata valorizzazione dei dipendenti attraverso la contrattazione integrativa.
Nello specifico, il coordinatore nazionale UilPa INAIL Domenico Di Cristo ha evidenziato la necessità che l’Istituto torni a rafforzarsi nel territorio per dare servizi di qualità all’utenza, a partire dalle prestazioni sanitarie.